GIANNI SCHICCHI

teatro teatro

Opera comica in un atto di Giacomo Puccini

07 agosto 2021 ore 21:00
Arena Arena
Descrizione

Terza e ultima delle opere in un atto del Trittico pucciniano, Gianni Schicchi è quella più rappresentata. Puccini e il suo librettista, Giovacchino Forzano, presero spunto dalla commedia dantesca, dove con i celebri versi” Quel folletto è Gianni Schicchi e va rabbioso altrui conciando” il suo personaggio fa la sua apparizione tra i dannati infernali. Gianni Schicchi, unica opera comica di Giacomo Puccini, venne composta nella primavera del 1918, ed eseguita per la prima volta al Metropolitan di New York il 14 dicembre dello stesso anno.

 

Firenze, 1299. La camera da letto di Buoso Donati. Intorno al cadavere di Buoso Donati, appena spirato nel suo letto, i parenti fingono di piangere, ma sono interessati soltanto all’eredità. D’improvviso, corre voce che Buoso abbia lasciato tutti i suoi beni ai frati di un convento. I parenti smettono di piangere per cercare affannosamente il testamento, che viene ritrovato da Rinuccio; prima di consegnarlo, questi vuole dalla zia il consenso alle nozze con Lauretta, la figlia di un villano, Gianni Schicchi. La zia non gli presta attenzione, attratta dal testamento in cui, con esterrefatto stupore di tutti i parenti, si legge che tutto è andato ai frati. Rinuccio suggerisce di ricorrere a Gianni Schicchi, noto per la sua cultura giuridica e per la sua astuzia. La famiglia rifiuta, malgrado l’esortazione di Rinuccio, che ha già mandato a chiamare Schicchi e la figlia. Entrando, questi si meraviglia di vedere in pianto i parenti di Buoso Donati, che immaginava felici per l’eredità; nasce una lite fra Schicchi e i Donati. Schicchi fa per andarsene, ma viene trattenuto da Lauretta, che minaccia di buttarsi in Arno se non potrà sposare Rinuccio, e prega il padre di risolvere la situazione. Gianni Schicchi cede alla richiesta della figlia, si fa consegnare il testamento ed escogita il da farsi. Fa portare via il cadavere dai parenti, ma sopraggiunge d’improvviso il medico, Maestro Spinelloccio, a guastare i preparativi. Sarà a questo punto che Gianni Schicchi, imitando la voce di Buoso Donati, decide di impersonarlo e di fare un nuovo testamento. Schicchi si traveste mentre le donne cercano di guadagnarsi il suo favore, per ottenere i migliori lasciti. A parole egli accontenta tutti, ma ricorda ai parenti che per chi si sostituisce ad altri in testamenti e lasciti, e per gli eventuali complici, la legge prevede il taglio della mano e l’esilio. Giunge infine il notaio, opportunamente avvertito. Davanti ai parenti attoniti, ma impotenti a far rilevare l’imbroglio, Gianni Schicchi fa testamento a proprio favore e, una volta uscito il notaio, scaccia i Donati dalla casa ormai diventata sua col falso testamento. Rinuccio e Lauretta, beneficiari dell’imbroglio, si abbracciano su una terrazza affacciata su Firenze, inondata di sole, mentre Schicchi invoca dal pubblico le circostanze attenuanti della condanna all’Inferno inflittagli dal “Gran padre Dante” nella Divina Commedia.

 

 

 

Rassegna dedicata a Dante Alighieri.

Dettagli

Libretto di Gioacchino Forzano

 

 

Gianni Schicchi(baritono) Mauro Trombetta

Lauretta (Soprano) Anna Rita Taliento

Rinuccio (Tenore) Danilo Formaggia

Zita (Contralto) Giorgia Gazzola

Simone (Basso) Carlo Agostini

 

Al pianoforte Anna Bigliardi

 

Regia Mauro Trombetta